domenica 27 luglio 2008

ANSA: FERRERO VINCE CONGRESSO. SARA' IL NUOVO SEGRETARIO



Il documento di Paolo Ferrero ha vinto il VII congresso di Rifondazione Comunista. Il testo è stato votato da 342 delegati. Il documento presentato da Gennaro Migliore e che riferimento alla mozione 2 di Nichi Vendola ha ottenuto 304 voti. I votanti sono stati 646.

VENDOLA, SCONFITTO MA CONTINUO LA BATTAGLIA - "Io sono sconfitto ma sono sereno perché da comunista ho imparato ad essere sconfitto e a stare con gli sconfitti. Compagni della mozione 2 ci vediamo nell'area politico-culturale 'Rifondazione per la sinistra'". Niky Vendola ammette che non diventerà segretario di Rifondazione salendo sul palco del VII Congresso di Rifondazione Comunista, annunciando la nascita di una corrente di minoranza, smentendo qualsiasi ipotesi di scissione.

"La seconda mozione - annuncia dal palco il governatore della Puglia - non abbandona Rifondazione ma è qui per continuare la battaglia perché siamo il 47,3% del partito": Vendola nel suo intervento sfida i compagni del nord "a venire a vedere al sud come si combatte l'illegalità e come si sfida la mafia a viso aperto".

L'estremo tentativo di trovare un accordo tra la mozione due che fa capo a Nichi Vendola e gli esponenti del documento uno di Paolo Ferrero è saltato dopo una lunga riunione notturna della commissione politica. L'ala 'vendoliana' ritiene inaccettabile il testo di un eventuale documento su cui convergano le altre quattro mozioni.

Il governatore pugliese ha attaccato il fatto che "questo congresso sta scegliendo la strada di composizione di una maggioranza che esiste solo in alchimie ricercate pazientemente". Alchimie, ha evidenziato il leader della mozione 2, "senza respiro né prospettive che non danno futuro a Rifondazione".

L'intervento di Vendola accende la platea. Diversi i passaggi che vengono sottolineati con standing ovation da parte della sua mozione o fischi da parte del resto della platea. Uno dei passaggi più contestati è quando il Governatore della Puglia invita "quelli del Nord ad andare al Sud per vedere il Partito e chi giorno per giorno sfida la mafia a viso aperto". I suoi delegati si alzano in piedi ad applaudirlo gridando 'Nichi-Nichi'. Un ovazione che i suoi gli riserveranno anche alla fine quando sceso dal palco si avvicineranno tutti per abbracciarlo.

BERTINOTTI, VOTO MOZIONE 2, LO AVREI FATTO ANCHE DA POSTO
I delegati si susseguono sul palco della presidenza per dichiarare al microfono la loro preferenza per i documenti che si contendo la maggioranza del partito. E' il turno di Fausto Bertinotti che viene accompagnato sul palco da un applauso. L'ex presidente della Camera si avvicina al microfono e dichiara il suo voto: "Voto il documento due, la mozione presentata da Gennaro Migliore ma voglio assicurare che avrei fatto lo stesso anche dal posto".

MIGLIORE: NESSUNA SCISSIONE, FAREMO OPPOSIZIONE IN PARTITO
Nessuna scissione dentro Rifondazione Comunista nonostante la spaccatura del partito. "Noi abbiamo fatto la storia di questo partito, non ce ne andiamo, faremo un'opposizione ampia e larga dentro il partito per portare avanti il nostro progetto di unità a sinistra", spiega l'ex capogruppo alla Camera Gennaro Migliore, che appoggia con la maggioranza dell'ex gruppo dirigente la mozione 2 di Nichi Vendola.

MANTOVANI, SERVE UNA GESTIONE DIVERSA
"C'é stata una riunione della commissione politica e la mozione 2 l'ha abbandonata. Li è stato elaborato un testo in cui si dice cosa deve fare Rifondazione. Sono molti i punti che ci uniscono anche con la mozione due, se quest'ultima non avesse voluto impostare la discussione congressuale su una linea come se fosse l'unica possibile". Lo afferma Ramon Mantovani, esponente della mozione uno, nel corso di un'intervista a Radio Popolare. Mantovani insiste sulla necessità che per il partito vi sia "una gestione diversa rispetto a quella tenuta fino ad ora, solo a maggioranza. Noi - sottolinea - abbiamo sempre detto di essere favorevoli alla gestione unitaria del partito perché si può dissentire su un punto ma poi condividere l'impostazione generale e partecipare alle decisioni. Negli ultimi tempi - conclude Mantovani - persino io che ero uno dei componenti della direzione nazionale e parlamentare in carica venivo a sapere le decisioni prese dalla televisione. Voglio rovesciare questo metodo".

RICOMINCIAMO: UNA SVOLTA A SINISTRA


VII CONGRESSO PRC - Pubblichiamo il documento politico approvato dalla maggioranza (342 voti a favore su 646) della platea congressuale:

“OdG Conclusivo

1
Il Congresso considera chiusa e superata la fase caratterizzata dalla collaborazione organica con il PD nella fallimentare esperienza di governo dell’Unione, dalla presentazione alle elezioni della lista della Sinistra Arcobaleno e dalla sbagliata gestione maggioritaria della direzione del partito.
Il Congresso prende atto che nessuna delle mozioni poste alla base del VII Congresso nazionale del PRC è stata approvata.
Ritiene necessario e prioritario un forte rilancio culturale, politico e organizzativo del Partito della Rifondazione Comunista.
Respinge la proposta della Costituente di sinistra e qualsiasi ipotesi di superamento o confluenza del PRC in un’altra formazione politica. Il tema dell’unità a sinistra rimane un campo aperto di ricerca e sperimentazione, partendo da questa premessa. Continua Quì

sabato 26 luglio 2008

Intervista a Paolo Ferrero: «La Costituente è chiusa, ora ricostruiamo il partito»


L’Unità del 23-07-2008

«Non è un problema di analisi logica. È un problema politico». Paolo Ferrero, firmatario della mozione 1 al Congresso di Rifondazione che si apre domani, ha le idee chiare sul futuro della Sinistra. E del Prc. Per questo preferisce non addentrarsi nelle distinzioni grammaticali che Nichi Vendola, firmatario della mozione 2, ha utilizzato per tentare di aprire ad una parte dei sostenitori della mozione dell’ex ministro della Solidarietà Sociale. «Per me –dice Ferrero- costituente e processo costituente sono esattamente la stessa cosa». Invece la priorità è «il rilancio del partito», ergo «la costituente è chiusa». Più chiaro di così.
Indubbiamente le posizioni tra le due mozioni arrivate in testa al voto degli iscritti restano ancora lontane e domani, molto probabilmente, a Cianciano la platea dei delegati sarà divisa in due. I sostenitori del governatore della Puglia (che ha raccolto il 47,3% dei voti) da una parte e quelli dell’ex ministro (40,3%) dall’altra.

Ferrero, Nichi Vendola ha detto che vuole incontrare i rappresentanti delle altre quattro mozioni per ricostruire l’unità di Rifondazione. Lo ha già visto?
«Non ancora, molto probabilmente lo vedrò domani (ndr oggi)».
Però sembra che Vendola abbia dialogato con Claudio Grassi, firmatario della sua mozione…
«Non voglio trasformare il congresso in una specie di telenovela. Preferisco attenermi alle notizie ufficiali. E vedo che Grassi ha respinto al mittente le aperture. La nostra mozione resta compatta».
Cosa pensa di questa sorta di «bilaterali» lanciati dalla mozione della maggioranza relativa?
«Noi pensiamo che la sede più opportuna per il confronto sia la Commissione politica del congresso. Crediamo che sia un luogo più trasparente, per il semplice fatto che si siedono tutte le mozioni».
In molti hanno evocato un congresso della doppia platea, con voi da una parte e vendoliani dall’altra…
«Indubbiamente è stato un congresso molto combattuto, ma spero si riescano a trovare degli elementi di ascolto reciproco. Del resto anche durante le discussioni nei circoli, qui e là, questi elementi si sono trovati».
Quindi esclude lo spettro della scissione?
«Nessuno ne ha mai parlato, quindi credo che non si possa prendere in considerazione».
Quali sono i margini di ricomposizione?
«Questi si verificheranno nella commissione politica dove noi proporremo una gestione unitaria, di tutte le mozioni, e cercheremo una convergenza sui nostri punti prioritari».
E il segretario?
«Quello viene dopo, prima dobbiamo definire una linea politica».
Quali sono i punti qualificanti della vostra mozione?
«Per prima cosa ripartire da Rifondazione, la costituente è chiusa».
Andrete alle europee insieme ai Comunisti italiani come ha chiesto Diliberto?
«Credo che dovremmo andare alle elezioni col nostro simbolo, non credo sia il caso in questo contesto andare col Pdci. Dobbiamo rifondare il partito attraverso la ricostruzione della sua utilità sociale. E per mettere il sociale al centro abbiamo bisogno della nostra autonomia. Anche da Pd che ha scelto la strada sbagliata. Per uscire dalla crisi bisogna scavare in basso a sinistra, il contrario di quello che fanno i democratici».
Che vuol dire scavare in basso?
«Ricostruire il conflitto tra il basso e l’alto perché l’alternativa è tra il conflitto di classe e la lotta tra poveri».
Cioè?
«Nella crisi della globalizzazione la destra rischia di essere egemone proponendo la guerra tra i poveri, cioè gestendo le paure dei cittadini e mettendoli gli uni contro gli altri. Una volta è colpa dei cinesi, un’altra dell’immigrato, un’altra ancora dello zingaro».
E come si fa opposizione?
«Appunto, ricostruendo il conflitto tra chi sta in basso e chi sta in alto. Non solo sui luoghi di lavoro, ma in senso molto più ampio. Per chiedere gli asili, le scuole, etc. Solo così usciremo dalla crisi che ci ha travolto dopo l’esperienza del Governo Prodi».
Un’esperienza fallimentare?
«Sui punti fondamentali per i quali la gente ci aveva votato, non siamo riusciti a dare risposte concrete. Chi non arrivava a fine mese nel 2006 continua a non arrivarci ora. Chi era precario lo è restato. Tra le altre cose non abbiamo risolto il conflitto di interessi. È anche questa mancanza che ci ha travolto».

Vi invitiamo a leggere anche l’articolo su “il Manifesto” di oggi

domenica 20 luglio 2008

Acerbo: L'unica notizia è che nessuno ha la maggioranza, e l'ipotesi di costituente della sinistra è stata bocciata

Dichiarazione di Maurizio Acerbo

“Noto, nel comunicato stampa della mozione Vendola diffuso ieri sulle agenzie e ripreso oggi da alcuni quotidiani, alcune contraddizioni. La prima è un problema rispetto ai numeri effettivi presi da ogni mozione congressuale, ma sopratttutto la messa in discussione, da parte della mozione Vendola, dell’operato della commissione congressuale, che è stata composta in modo unitario da parte di tutti e che, peraltro, ha quasi sempre preso decisioni all’unanimità. Le regole che la commissione si è data sono a garanzia di tutto il partito, trovo poco responsabile che ancora vengano messe in discussione, soprattutto a pochi giorni dal congresso stesso.

Inoltre, la mozione 2 può rivendicare tutti i tipi di maggioranza relativa che vuole, ma resta un punto, che rappresenta anche l’unica vera “notizia” di questa assurda guerra delle cifre che ha impazzato sui media in questi mesi, rispetto ai risultati dei congressi del Prc: nessuno ha vinto il congresso e, a Chianciano, una ricomposizione unitaria non può che partire da questo dato. E cioè dal fatto che nessuna delle mozioni congressuali ha i numeri per far valere, da sola, il proprio progetto politico.

Nello specifico, però, una cosa è certa, e cioè che l’ipotesi di costituente della sinistra è stata bocciata, visto che non ha raggiunto, come pure era stato più volte annunciato dai suoi principali sostenitori, la maggioranza assoluta dei consensi e che, al contrario, tutte le altre mozioni esplicitamente contenevano il rifiuto di tale prospettiva. Ecco perché qualsiasi ipotesi di ricomposizione unitaria del Prc non può che partire da questo semplice dato, e xcioè che nessuno, almeno finora, ha “vinto” nulla”.

Ufficio stampa Prc

venerdì 18 luglio 2008

Gli esiti del congresso nazionale devono corrispondere alla effettiva volontà delle iscritte e degli iscritti.


di Ramon Mantovani

I congressi di circolo volgono al termine. La mozione 2 non ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti. Nonostante i suoi conteggi (sempre indietro, guarda caso, di un centinaio di circoli), nonostante il tifo di D’Alema, Veltroni e perfino di Cofferati, dei giornali e delle trasmissioni tv filo PD, nonostante l’occultamento della proposta di superamento di rifondazione, la candidatura alla segreteria del nuovo leader amato dal popolo e, soprattutto, nonostante il tentativo di trasformare il congresso in elezioni primarie con migliaia di nuovi iscritti comparsi dal nulla.

Checché ne dica Gennaro Migliore oggi su Liberazione la proposta della costituente è stata bocciata e non può essere in nessun modo la linea del Partito della Rifondazione Comunista.

Del resto, non sembra aver riscosso molto consenso nemmeno fuori del nostro partito. A meno di considerare le decisioni congressuali di Sinistra Democratica come in sintonia con la costituente proposta dalla mozione 2. Perché delle due l’una: o va bene la proposta di Fava che dice, senza tanti giri di parole e senza tanta demagogica poesia, che la costituente serve a costruire un nuovo partito della sinistra di governo collocato nell’area socialista europea, oppure, altrimenti, si deve dire quale altra costituente si vuole.

Né Vendola, né Migliore né nessun altro esponente della mozione 2 hanno chiarito a Claudio Fava che Rifondazione non può essere disponibile a costituire, ma sarebbe meglio dire ricostituire, il PDS in piccolo nel 2008.

Intanto, però, sono incominciate le grandi manovre sotto il tavolo e alle spalle delle compagne e compagni che hanno votato nei congressi.

Così l’offensiva aperta da Vendola con il suo articolo su Liberazione si accompagna con le “voci” fatte girare ad arte su una presunta spaccatura della mozione 1 nella quale ci sarebbero Ferrero e il sottoscritto intransigenti e l’area di Essere Comunisti in procinto di raggiungere un accordo separato con Vendola.

Anche questo modo di far politica la dice lunga su quale concezione del partito e della sinistra alberghi nel gruppo dirigente della mozione 2. Una verità, condita da belle parole, per i militanti e un’altra per i dirigenti.

Che la mozione 2 cerchi di allargare la base dei delegati al congresso nazionale per eleggere un proprio segretario e per portare avanti comunque la costituente lo trovo scontato. Sta nelle cose. Che pensi che noi si collabori a un simile progetto lo trovo francamente risibile.

Io, per quel che mi riguarda, non sarò disponibile a nessuna altra soluzione che non preveda in modo inequivocabile il rilancio della Rifondazione Comunista come partito e come progetto strategico.

dal Blog di Ramon