giovedì 26 giugno 2008

Primi congressi di circolo.

Prospetto generale SARDEGNA (10% dei congressi*)
DATI UFFICIOSI

doc 1 : 109 voti (42,6%)
doc 2: 141 voti (55%)
doc 3: 1 (0,4%) doc 4: 1 (0,4%) doc 5: 4 (1,6%)

...
Federazione di Cagliari (4%* dei congressi)
Circolo "Chessa" Cagliari
1°doc: 3 2° doc: 37 3° doc: 0 4° doc: 0 5° doc: 0
Circolo di Isili
1°doc: 8 2° doc: 0 3° doc: 0 4° doc: 0 5° doc: 0
...
Federazione del Sulcis
Circolo di Isili
1°doc: 0 2° doc: 10 3° doc: 0 4° doc: 0 5° doc: 0
...
Federazione del Medio Campidano
Circolo di Serrenti
1°doc: 23 2° doc: 0 3° doc: 0 4° doc: 0 5° doc: 0
...
Federazione di Oristano
Circolo di Marrubiu
1°doc: 18 2° doc: 0 3° doc: 0 4° doc: 0 5° doc: 0
...
Federazione di Nuoro (35%* dei congressi)
Circolo di Oliena
doc 1: 11 doc 2: 1 3° doc: 0 4° doc: 0 5° doc: 0

Circolo di Orgosolo
doc 1: 0 doc 2: 12 3° doc: 0 4° doc: 0 5° doc: 0

Circolo di Galtellì-Irgori
doc 1: 4 doc 2: 0 3° doc: 0 4° doc: 0 5° doc: 0

Circolo di Orani
doc 1: 6 doc 2: 15 3° doc: 0 4° doc: 0 5° doc: 0

Circolo di Bitti
doc 1: 5 doc 2: 2 3° doc: 0 4° doc: 1 5° doc: 0
Circolo di Orune
doc 1: 0 doc 2: 2o 3° doc: 0 4° doc: 0 5° doc: 0
Circolo di Atzara
doc 1: 3 doc 2: 11 3° doc: 0 4° doc: 0 5° doc: 4
Circolo di Gavoi
doc 1: 3 doc 2: 11 3° doc: 0 4° doc: 0 5° doc: 0

Federazione di Sassari (10%* dei congressi)
Circolo di Chiaramonti
doc 1: 1 doc 2: 22 3° doc: 0 4° doc: 0 5° doc: 0

Circolo di Sennori
doc 1: 9 doc 2: 0 3° doc: 0 4° doc: 0 5° doc: 0

Circolo Berlinguer di Sassari
doc 1: 6 doc 2: 0 3° doc: 1 4° doc: 0 5° doc: 0

Federazione della Gallura
Circolo di Oschiri
doc 1: 9 doc 2: 0 3° doc: 0 4° doc: 0 5° doc: 0

* calcolato sui voti totali rispetto ai voti totali del congresso straordinario regionale

martedì 24 giugno 2008

Petizione internazionale contro la sfiducia al delegato sindacale europeo IBM



Dopo 3 anni di attivita', Davide Barillari (Delegato italiano al Comitato Aziendale Europeo IBM e membro IWIS) sara' RIMOSSO da tutte le attivita' sindacali internazionali il 30 giugno 2008, senza alcuna spiegazione.

Le sue attivita' di rappresentante sindacale, su mandato dei lavoratori IBM Italia, negli ultimi mesi sono state:
- organizzazione del primo sciopero virtuale al mondo: il 27 settembre 2007, 2000 persone da 30 paesi hanno partecipanto alla protesta su SecondLife. Questa azione ha contribuito alle dimissioni dell'Amministratore Delegato di IBM Italia e alla firma di un accordo sindacale che ha portato benefici economici a tutti e 5000 i lavoratori italiani. Davide ha ricevuto un premio dal Senato Francese per l'innovazione.
http://www.youtube.com/watch?v=PGQfmxK6mls
- ha coordinato una commissione sindacale nazionale per promuovere la Responsabilita' Sociale di Impresa e ha portato questo argomento ai piu' alti livelli dell'azienda, con buoni risultati.
- ha lavorato in IWIS, una rete internazionale di sindacalisti, per difendere i diritti dei lavoratori, organizzando un Global Actions Day contro i progetti di esternalizzazione forzata.
- ha lavorato, su mandato dei 100.000 lavoratori IBM in Europa, per la rinegoziazione di un importante accordo europeo
- ha contribuito a costruire le basi per un'Alleanza Sindacale mondiale fra FEM e UNI.

IBM guarda Davide come un "pericoloso" rappresentante sindacale, e ha tentato piu' di una volta di fermarlo o minimizzare le sue azioni.

Oggi lui non ha piu' la fiducia della maggioranza del Coordinamento Nazionale RSU IBM Italia.
Non sono state fornite le motivazioni.
Quindi lui non e' in grado di dimostrare il suo operato e difendersi dalle accuse.

Pensiamo che ci siano molti motivi per rimuovere Davide dal suo lavoro:
- e' troppo attivo
- sta realmente creando problemi al Management IBM
- ha rotto le barriere fra i sindacati europei ed internazionali, collaborando con sindacati a livello europeo ed internazionale senza discriminazioni politiche (per esempio verso UNI Global Union), perche' la lotta per difendere i lavoratori non deve avere barriere.
- sta spingendo troppo il coordinamento nazionale per organizzare iniziative piu' forti ed efficaci, scontrandosi con il "freddo" approccio dei suoi colleghi piu' anziani
- sta tentando di innovare la comunicazione, con nuovi strumenti per sensibilizzare e coinvolgere un maggior numero di lavoratori
- sta organizzando iniziative sindacali "troppo innovative", usando SecondLife e altri strumenti web 2.0 (il progetto "Sindacato 2.0")
- non sta seguendo, alcune volte, la complessa burocrazia del sindacato
- e' troppo giovane....e non controllabile dai sindacalisti piu' vecchi
- sta presentando un progetto molto importante per riformare il coordinamento nazionale, per aumentare la democrazia e la partecipazione attiva

Rimuovere Davide significa fermare tutto questo.
Rimuovere Davide significa rimuovere un membro eletto nel Comitato Ristretto del Comitato Aziendale Europeo IBM in questo momento, mentre e' molto attivo nella rinegoziazione dell'accordo europeo IBM.
IBM otterra' una grande vittoria, perche' il Comitato Aziendale Europeo sara' indebolito durante la trattativa e questo avra' pesanti impatti su tutti i lavoratori IBM in Europa.

Noi crediamo che Davide, con la sua passione e la sua esperienza, stia portando innovazione e aria fresca al suo sindacato.
Noi crediamo che lui stia costruendo una rete sindacale europea ed internazionale piu' forte, senza interessi politici di parte.
Noi crediamo che lui stia difendendo i diritti dei lavoratori senza vantaggi per se' stesso.

Noi abbiamo fiducia in lui.
Per maggiori informazioni:

FIRMA LA PETIZIONE INTERNAZIONALE PER CONFERMARE LA FIDUCIA A DAVIDE!!!!!
Http://www.PetitionOnline.com/dav001/petition.html

GRAZIE !!!!!

sabato 21 giugno 2008

Giovani Comuniste/i: un punto fermo, sempre in costante ricerca


Proposta di ordine del giorno, inviate le adesioni a rifondazionelibera@gmail.com


Il nostro congresso ha davanti a sé un obiettivo: definire una linea che permetta al nostro partito di rilanciare il proprio profilo strategico e la propria autonomia politica, mettendo entrambi al servizio di un processo di ricostruzione dal basso della sinistra d’alternativa. 
Riteniamo che anche le/i Giovani Comuniste/i, in quanto parte integrante del partito e comunità politica non estranea alle sorti della sinistra italiana (e alle condizioni materiali di quella parte del Paese che potrebbe subire conseguenze devastanti dalla definitiva messa in crisi delle forze progressiste), debbano essere protagonisti di questo progetto.
Un grande progetto di «riconnessione sentimentale» con il nostro popolo, con i bisogni e i sentimenti delle classi subalterne e in particolare di quella generazione direttamente colpita - a livello materiale e culturale - dalla piaga della precarietà lavorativa ed esistenziale.
Per essere all’altezza di questa sfida abbiamo bisogno di un’organizzazione che, nella pratica di una reale autonomia nei confronti del partito, trovi la forza e la capacità di rimettersi in piedi, superando una tendenza imbarazzante all’indebolimento territoriale e della militanza; una inefficacia dell’azione politica sempre più cronica; una distanza ormai profondissima tra i coordinamenti locali e l’esecutivo nazionale; una frequente difficoltà di relazione persino nei confronti di quei movimenti e soggetti del conflitto sui quali avevamo investito tanta parte della nostra proposta politica.
Non descriviamo questa realtà per addossare ad altri responsabilità. Siamo tutti corresponsabili di una condizione che però, oggi, va indagata per come oggettivamente si presenta. E per la cui soluzione ciascuno di noi ha il dovere di proporre suggerimenti e indicazioni.
Noi individuiamo tre priorità.
La prima è investire speditamente sulla migliore innovazione (che è ben altro dal nuovismo dilagante), nelle pratiche e nella cultura politica, che, come Gc, abbiamo saputo produrre in questi anni, rendendola parte imprescindibile del patrimonio collettivo del partito. Pensiamo alla scelta di vivere dall’interno la stagione dei movimenti; all’affermazione della centralità decisiva del pensiero della differenza e dell’autodeterminazione; all’impegno ad un dialogo paritario nei confronti dei «focolai di resistenza» esterni all’organizzazione e disseminati nel Paese. Una innovazione che riteniamo sia feconda nella misura in cui rimane intrecciata al rilancio della nostra soggettività di comuniste e comunisti del XXI secolo.
La seconda è rigettare l’idea secondo cui un contesto produttivo in rapida trasformazione e un’idea della politica sempre più ridotta a marketing e immagine inducano meccanicamente la necessità di liberarsi delle forme consolidate della politica e dunque anche della nostra organizzazione giovanile. In quest’ottica leggiamo, con preoccupazione, la proposta di dare vita ad una nuova soggettività politica che superi, nella forma dello spazio pubblico della «costituente della sinistra», l’esperienza delle/i Giovani Comuniste/i. Noi lo diciamo senza ambiguità o reticenze: contrastiamo tale ipotesi e ci impegniamo ad investire sul rilancio dei Gc e sul loro radicamento territoriale, in ogni paese, in ogni città, in ogni periferia e in ogni luogo del conflitto sociale, dando così un senso reale ed efficace all’idea di «spazio pubblico» che da sola dice ben poco.
La terza, infine, riguarda le forme e le regole della nostra comunità. Ambire a rilanciare l’organizzazione giovanile significa puntare a ricostruire il senso di un’appartenenza unitaria. Ciò può avvenire se, finalmente, si dà corpo a forme di partecipazione e di iniziativa che rimettano al centro realmente la democrazia e l’orizzontalità. Negli ultimi mesi ciò è drammaticamente mancato, come dimostra la scelta di investire sul «Network giovani» e di imporlo ovunque senza considerare le specificità di ogni singola realtà locale, senza aver mai convocato, per discuterne, l’organismo dirigente nazionale o, con sistematicità, gli stessi territori.
In questo senso riteniamo essenziale (e per nulla liturgica) la cura della nostra formazione e auto-formazione e, al contempo, il tentativo di dare alla nostra militanza il valore di un’esperienza sociale incisiva, percepita all’interno del territorio come utile alla coesione e alla solidarietà, argine alla frammentazione sociale.
Possiamo rimediare ai nostri errori, dimostrando che saperli riconoscere è segno di intelligenza politica e di onestà intellettuale, oltre che la premessa necessaria per ricominciare.
Dobbiamo ripartire dalle/i Gc, un punto fermo, anche se in costante ricerca. Ripartire da ciò che ha permesso ad ognuno di noi di non sentirsi ospite né nel partito né nei movimenti. Ripartire da noi stessi e dalla società, dai suoi bisogni e della sue richieste, dal dialogo -come abbiamo fatto in questi anni, da Genova a Firenze, dalla Val di Susa a Vicenza - con tutti i soggetti della resistenza: i collettivi, le reti contro la guerra, l’auto-organizzazione di studenti, donne, lavoratori, migranti. Con questo spirito ci impegniamo a lanciare, per il prossimo autunno, tre grandi campagne di massa:
-una contro la precarietà del e sul lavoro, ponendo l’obiettivo dell’abrogazione della legge 30;
-una per scuole e università di massa (e non massificate) pubbliche e gratuite;
-una contro il razzismo di massa e la ignobile strumentalizzazione del tema della sicurezza.
Ce lo chiede innanzitutto un’epoca di offensiva capitalistica e una fase politica, quella che si è aperta con la sconfitta elettorale di aprile e l’avvio su vasta scala di rigurgiti xenofobi e fascisti, terrificanti. Ce lo chiede il nostro «popolo».
Ma, come abbiamo sempre detto, «il nostro tempo è qui e comincia adesso». Per questo vogliamo raccogliere e vincere la sfida.

giovedì 12 giugno 2008

Giovedì 19 Giugno: Imma Barbarossa a Oristano


Rifondazione Comunista in Movimento
Rilanciare il partito, costruire l’unità a sinistra!

ORISTANO

ISA HOTEL
Piazza Mariano 50
Giovedì 19 Giugno 2008

ORE 18:00

Presentazione del 1° documento congressuale

con Imma BARBAROSSA

Circolo Prc-Se “Peppino Impastato” Oristano
www.rifondazionelibera.blogspot.com

lunedì 9 giugno 2008

Tour estivo di Ramon Mantovani in terra sarda per "Rifondazione comunista in movimento"



SINNAI, Ore 18:00

Martedì 17 Giugno

Via Emilia presso il circolo di Rifondazione Comunista


Lanusei, Ore 19:00

Mercoledì 18 Giugno

Vico 1° Carducci presso la federazione del PRC


con Ramon Mantovani

presentazione del 1° documento congressuale

L'assemblea è aperta a tutti coloro che vogliono ragionare sulla necessità di creare una resistenza organizzata all'attacco che il Governo e il Vaticano stanno attuando contro diritti conquistati in tanti anni di lotte. Nella convinzione che attraverso la riflessione degli errori compiuti possiamo trasformare la sconfitta elettorale in un consapevole impegno per ridare forza

a tutti coloro che non sono disposti a chinare la testa.