sabato 13 dicembre 2008

SCIOPERO GENERALE , OTTIMA RIUSCITA. ORA E' NECESSARIO PROSEGUIRE LOTTA ALLE POLITICHE DI GOVERNO E CONFINDUSTRIA


Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc

Sono davvero felice dell'ottima riuscita dello sciopero generale indetto oggi dalla Cgil e dai sindacati di base, sciopero cui ho partecipato a Pescara, regione alla vigilia di una importante prova elettorale e in cui stasera, a Chieti, chiuderò la campagna elettorale del Prc.

Adesso, però, rispetto allo sciopero generale e alla lotta al governo Berlusconi e ai suoi nefasti provvedimenti economici e sociali, bisogna proseguire, nelle lotte, e non fermarsi, per costruire una vertenza generale per uscire dall'attuale crisi economica a sinistra.
Ecco perché è necessario da un lato aumentare stipendi e pensioni e finanziare la spesa sociale attraverso la tassazione delle rendite e delle specculazioni finanziarie e una patrimoniale, dall'altro dare garanzia a chiunque perda il posto di lavoro della cassa integrazione.

Da questo punto di vista, penso non solo che sia profondamente sbagliata l'assenza del Pd dalle piazze e dagli scioperi di oggi, ma anche che questa assenza la dica lunga sulla suubalternità del Pd alle politiche di Confindustria e, di conseguenza, del governo.
Ecco perché penso che sia altrettanto urgente che la sinistra d'opposizione, soprattutto quella oggi extraparlamentare, si coordini e lavori assieme a partire da alcuni, semplici, punti programmatici per uscire a sinistra dalla crisi, invece di continuare a perdere tempo in inutili e politicisti cartelli e alchimie tutte e solo elettorali.

incontro e dibattito 14 dicembre a Quartu‏


Domenica 14 dicembre, ore 10,30

Quartu S. Elena Sala ex Ottocento

Viale marconi 338 – Primo piano – di fronte alla chiesa di S. Elena

il Gruppo Consiliare del Partito della Rifondazione Comunista di Quartu S. Elena

organizza

incontro e dibattito

Globalizzazione, alimentazione ed agricoltura

Parteciperanno:

· Serjo Escribano, direttore Cerai, l’organizzazione spagnola che ha gestito il forum internazionale sulla Riforma Agraria

· Caterina Giannaki, responsabile del movimento contadino greco del NEAK (nuova agricoltura)

· Stocchino Giuseppe, Capogruppo del Partito della Rifondazione Comunista

· Gianni Fabbris, coordinatore nazionale di ‘Altragricoltura’

coordina Elio Pillai del Comitato NO al G8

interventi di agricoltori , consumatori , amministratori locali , associazioni di acquisto solidale, associazioni di categoria, di cittadini e cittadine che vorranno intervenire

mercoledì 10 dicembre 2008

BASTA DEPORTAZIONI - DIGNITA' PER I RIFUGIATI


La polizia carica migranti, antirazzisti e studenti

Cagliari la polizia carica i manifestanti
BASTA DEPORTAZIONI - DIGNITA' PER I RIFUGIATI
Migranti, Antirazzisti e Studenti uniti nella Lotta

Da un mese a questa parte gruppi di migranti cui è stato riconosciuto il diritto di asilo ricevono i documenti e vengono immediatamente estromessi dall'hotel-prigione 4 torri (Setar) o dal CPA di Elmas dove sono stati deportati da Lampedusa dal Maggio 2008 in poi.
Dopo essere stati trattenuti in stato di totale indigenza e con divieto di lavoro per 5-6 mesi vengono buttati in mezzo ad una strada senza avere le risorse per proseguire il loro viaggio (ben pochi di loro si trattengono in Sardegna) e neppure per sopravvivere.
Alcune di queste persone deportate in Sardegna e poi abbandonate in stato di indigenza hanno trovato ospitalità provvisoria presso strutture di proprietà di religiosi, i più sono riusciti ad ottenere un piccolo prestito da parenti e amici e sono partiti, ma il numero di coloro che sono bloccati a Cagliari senza risorse è in continuo aumento.
È un fatto strutturale, le autorità considerano la Sardegna un luogo particolarmente adatto per la deportazione di profughi di guerra e richiedenti asilo, perché dall'isola è difficile allontanarsi, quindi la scelta di abbandonare queste persone prive di risorse è strategica e non accidentale.
Per questo i militanti antirazzisti hanno affrontato la situazione cercando di costruire lotte assieme ai migranti, per porre fine alle deportazioni e perché le autorità responsabili fornissero loro i mezzi per proseguire il viaggio o per inserirsi dignitosamente nell'isola, se lo vogliono.
Oggi, esasperati per la loro condizione, una decina di migranti si sono recati in prefettura con due militanti antirazzisti che facevano loro da interpreti.
Qualche giorno fa gli era stato riconosciuto il diritto di asilo, e da allora si trovano in mezzo ad una strada. La loro intenzione era appunto quella di chiedere alle autorità di risolvere una situazione da loro stesse creata, e perciò alle 11 di mattina si sono presentati nell'androne del palazzo viceregio, dove hanno chiesto di parlare col prefetto.
Dopo vari tentativi di convincerli a rivolgersi altrove, la loro istanza è stata inoltrata al prefetto, che ha mandato a dire, come prevedibile, che non era affar suo e che si rifiutava di incontrarli.
A questo punto i migranti vengono invitati a lasciare la prefettura ma si rifiutano di allontanarsi senza prima aver incontrato il prefetto.
Gli antirazzisti sono con loro.
Dopo una mezzora al nugolo di agenti Digos si aggiunge un reparto antisommossa con alla testa il vice Gargiulo. Subito dopo un nutrito gruppo di antirazzisti e di studenti occupanti la vicina università arrivano a rafforzare il presidio. Rapidamente uno striscione viene preparato ed esposto: “Basta deportazioni – Dignità per i rifugiati”.
Altri migranti si aggiungono, sino a riempire completamente l'androne della prefettura.
A questo punto, il vice Gargiulo si allontana per pochi minuti e al ritorno sostiene di aver parlato col prefetto e pretende che le persone presenti si allontanino ma ancora una volta i migranti si rifiutano e antirazzisti e studenti con loro. A un cenno del vice gli antisommossa calzano il casco e imbracciano scudo e manganello, l'ultimatum del vice è seguito da un ostinato silenzio.
La prima spinta degli antisommossa non smuove il blocco compatto dei manifestanti, che controspingono con energia guadagnando qualche posizione. Vista la mala parata, per risolvere la situazione, gli antisommossa incominciano a manganellare tutti selvaggiamente. Solo in questo modo riescono a respingere i manifestanti all'esterno, chiudendosi dietro il portone.
In questa fase si contano diversi contusi. A una manifestante che cercava di ripararsi è stato fratturato un braccio con una manganellata.
Il fronteggiamento è proseguito all'esterno sino a tarda sera e il presidio è stato fortemente rafforzato dalle numerose persone accorse alla notizia della carica, circa 150 persone si sono raccolte per sostenere la lotta dei migranti.
I più impressionati e furenti per quanto accaduto erano proprio i profughi. L'immagine idealizzata “dell'occidente democratico” che si portano dietro non comprendeva evidentemente queste forme ottuse di violenza poliziesca. Hanno reagito con rabbia, offese taglienti e lazzi diretti ai poliziotti, e con canti che antirazzisti e studenti contano di farsi insegnare al più presto.
In tarda serata la consigliera regionale Caligaris ha tentato una mediazione: dopo aver ribadito l'impotenza della prefettura, raccogliendo cori di proteste tra i manifestanti, si è azzardata a dire che la regione potrebbe forse coprire almeno le spese di viaggio dei migranti.
Su questa promessa i migranti hanno deciso di togliere il presidio di fronte alla prefettura, pronti a riprenderlo il giorno dopo se le promesse non saranno mantenute.

CONTRO OGNI FRONTIERA
PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE DI OGNUNO DOVUNQUE
No border Sardegna
http://www.informa-azione.info/cagli...sti_e_studenti

Con gli studenti, per l'unità dei lavoratori

di Vincenzo Pillai

Sono proprio incazzato perché trovo indecente che mentre i cani sguinzagliati dai padroni ci mordono le chiappe , dirigenti sindacali non sappiano unificare in un unico corteo il movimento

E’ indecente che finiscano per trasferirle dentro il movimento degli studenti la necessità di scegliere se partecipare al corteo della CGIL o a quello dei COBAS. Un movimento che aveva saputo trovare il giusto equilibrio nella definizione di essere politico senza delegare neppure una briciola di rappresentanza ai partiti che aveva trovato in quel “ non vogliamo pagare la crisi “ creata dal sistema di organizzazione produttiva e di relazioni sociali debba discutere e dividersi perché questo o quel dirigente sindacale vuole pescare adepti o garantirsi la riuscita della manifestazione avendo nel proprio corteo la massa degli studenti

E il tutto fatto in modo ricattatorio, perché basato sulla volontà che gli studenti hanno manifestato di voler essere in piazza con i lavoratori , perché è ormai chiaro che il precipitare della crisi risparmierà solo i ricchi che ,come sempre troveranno qualche marchingegno per arricchirsi ancora di più sulle disgrazie altrui.

giovedì 27 novembre 2008

Soru si dimette, Veltroni in pressing


Andrea Scarchilli
26 novembre 2008
da AprileOnline

La decisione del governatore sardo arriva dopo la bocciatura di un emendamento alla legge urbanistica regionale presentato dalla sua Giunta. Ora ci sono trenta giorni per eventuali ripensamenti, il segretario invia Migliavacca per tentare la dissuasione. Altrimenti si andrà al voto anticipato, probabilmente a febbraio.

Il segretario Walter Veltroni lo ha chiamato in mattinata, poi ha fatto annunciare di aver inviato il "luogotenente" Maurizio Migliavacca, per tentare di dissuaderlo. Certo è che le dimissioni del governatore della Sardegna Renato Soru sono per il Partito democratico una bella grana. Il fondatore di Tiscali, nonché fresco editore dell'Unità, le ha già formalizzate con il presidente del Consiglio regionale. Adesso lo statuto prevede un mese di "raffreddamento" in cui il governatore dimissionario avrà tempo di ripensarci. Su questo punta Veltroni, che non vuole ritrovarsi il cammino da qui alle Europee spezzato da un voto regionale che, nelle condizioni che si sono venute a creare, vedrebbe il Pd in posizione di forte svantaggio. Se infatti Soru confermasse il passo indietro, elezioni in Sardegna di terranno, probabilmente, il venti febbraio prossimo. Anticipando di due - tre mesi la scadenza naturale del mandato della Giunta sarda, che decade nella primavera prossima. Dichiarazioni di sostegno a Soru sono arrivati anche da altri leader democratici come Enrico Letta e Paolo Gentiloni. Appello all'unità da Arturo Parisi.

La scelta di Soru arriva in conseguenza della spaccatura della maggioranza che lo sostiene, per di più su una legge cardine della sua strategia politica: la riforma urbanistica regionale. A un emendamento della Giunta hanno votato contro un pezzo di Partito democratico, i socialisti e la Sinistra autonomista, che comprende alcuni fuoriusciti di Rifondazione comunista, Sinistra democratica e Pdci. Soru ha sottolineato di aver fatto una scelta consapevole ("non occorre governare a tutti i costi") e non frutto di un gesto d'impeto, ha parlato di "percorso di coerenza con il programma di governo, con cui ci siamo presentati agli elettori". Coerenza che rischiava di venir meno e da qui la decisione di "segnare un distacco dalla maggioranza". La scelta di Soru, in ogni caso, non appare irrevocabile, lui stesso l'ha smorzata più volte con dichiarazioni del tipo "i prossimi giorni serviranno per vedere cosa fare" e "abbiamo tutto il tempo per riflettere e verificare il patto e utilizzeremo a pieno le norme di legge". Per venerdì è previsto un vertice di coalizione con tutti gli alleati, in cui si incomincerà a verificare se esistono i presupposti per una ricomposizione.

Invoca un ripensamento di Soru anche tutta coalizione che lo sostiene, secondo cui l'incidente di ieri (martedì) ha poco a che fare con l'urbanistica e molto con il metodo di governo e il rapporto tra il governatore e alcune anime della coalizione. "Ieri - ha detto il relatore della legge, il democratico Giuseppe Pirisi - avremmo potuto approvare la legge urbanistica nel giorno esatto del quarto anniversario della legge salvacoste". Ha aggiunto un altro consigliere regionale del Pd, Silvio Lai: "Mancavano solo due articoli e non incidono sul livello di tutela del paesaggio, anzi possono solo incrementarlo. Ventiquattro consiglieri del centrosinistra hanno votato contro quattro parole di un emendamento. Il presidente sapeva che eravamo contrari e ha voluto forzare".

Le elezioni anticipate non sono, tuttavia, un'ipotesi peregrina. Ha detto il deputato dell'Italia dei valori Federico Palomba, colonnello di Antonio Di Pietro a Cagliari: "Vogliamo che questa volta ci sia accordo su tutto, sulla leadership, sulle candidature, sul programma", perché se voto anticipato sarà, meglio mettersi d'accordo - è la linea che va imponendosi - per celebrarlo il prima possibile e mettere in difficoltà un centrodestra altrettanto diviso che pare aggrapparsi, in queste ultime ore, al nome di Giuseppe Cossiga, figlio di padre celebre. Nel centrosinistra, dietro a Soru c'è il vuoto.

Accanto a lui, ma garantendo che la sua scelta non ha niente a che fare con quella del governatore, si è dimessa anche una consigliera regionale "fedelissima", Mariuccia Cocco, eletta nel listino del fondatore di Tiscali in quota Margherita. Motivazioni al veleno, quelle della Cocco: "Il Pd manca d'identità, non ha riferimenti culturali e non ci sono le condizioni per uno sviluppo armonico. Inoltre, la leadership di Veltroni forse non è adeguata al ruolo. Il Pd mi sembra un tritacarne, senza un'azione politica a livello nazionale. A livello regionale l'attività politica del partito è ancora svolta da capitribù, che fanno una vecchia politica. Nessuno ha cercato la coesione intera. L'obiettivo prevalente sembra quello di ricandidarsi".