sabato 29 agosto 2009

Oggi: Dibattito alla 12° festa di Liberazione di Quartu "Possimo Vincere"?


Dibattito

Sabato 29 Agosto ore 18.00

spazio festa

Possiamo Vincere? Il centrosinistra e i Comunisti al governo della Città


Coordina: Pablo Sole – Giornalista della Nuova Sardegna


Partecipano:
Giuseppe Stocchino – Consigliere Comunale PRC
Franco Tocco – Dirigente Sinistra e Libertà
Guido Sarritzu – Consigliere Comunale SDI
Maurizio Farris – Consigliere Comunale PD
Sergio Falconieri – Dirigente Rossomori
Fabrizio Ortu – Dirigente Sinistra Critica
Carlo Melis – Presidente Consiglio Comunale - Udeur
Rina Salis – Segretaria Provinciale IDV
Luigi Ruggeri – Sindaco Quartu S. Elena

martedì 25 agosto 2009

CARCERI - GARANTE REGIONALE. LE ASSOCIAZIONI DETENUTO IGNOTO E ASSOCIAZIONE 5 NOVEMBRE “PER I DIRITTI CIVILI” SI APPELANO AL GOVERNATORE CAPPELLACCI




Comunicato Stampa


Appello al Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, affinchè s'adoperi per l'istituzione di un Garante per tutti gli istituti penitenziari della regione Sardegna. La situazione gravissima delle carceri Sarde, che abbiamo rilevato nei giorni scorsi con diverse visite ispettive, necessita di massima attenzione anche da parte delle istituzioni locali, sia per quanto riguarda le opportunità lavorative per i detenuti, sia per un piu' generale monitoraggio del rispetto delle leggi e del diritto internazionale da parte delle nostre istituzioni.



Irene Testa – Associazione Detenuto Ignoto
Roberto Loddo – Associazione 5 Novembre “Per i diritti civili”

lunedì 17 agosto 2009

Quartu Venerdì 28 Agosto dibattito su "Call Center - diritti appesi a un filo"


Venerdì 28 Agosto alle ore 18:00 a Quartu Sant'Elena, presso gli spazi della Festa di Liberazione di Piazza IV Novembre, organizzata dal circolo Prc "Isidoro Sarritzu" si svolgerà il dibattito "Call Center - diritti appesi a un filo". Tutti i lavoratori e le lavoratrici sono invitate a diffondere e partecipare all'iniziativa. Parleremo dei diritti del popolo delle cornette, dei modi di metterci in rete e delle esperienze di lotta locali e nazionali contro la precarietà.

Introduce: Marco Maffei - Blog Precarinlinea; Coordina Roberto Loddo - Responsabile Dipartimento Lavoro Prc Cagliari; Partecipano: Marinora Di Biase - Segretaria Regionale Cgil - Lavoro e Società; Vittorio Mantelli - Responsabile dipartimento nazionale Inchiesta Prc; Un rappresentante Rdb del settore call center; Salvatore Carta - Segretario Regionale Slc Cgil; Giuseppe Stocchino - Segretario Federale Prc Cagliari; Giuseppe Nonnis - Segretario Slc Cagliari; Antonio Pola - Coordinatore Area Call Center Slc Cgil Cagliari - Graziano Milia - Presidente della Provincia di Cagliari.

Durante il dibattito interverranno lavoratori e lavoratrici, Rsa e Rsu delle aziende dei call center della provincia di Cagliari.
in collaborazione con il Blog "Precarinlinea" Il Blog dei precari e delle precarie dei call center.

Raccolta differenziata a Cagliari


di Enrico Lobina
dal Manifesto Sardo


Da qualche settimana va in onda sul Sardegna e sulla Nuova lo scontro al Comune di Cagliari riguardo l’appalto sulla raccolta differenziata. L’Unione no. Tace. Va tutto bene. La cupola mafioso-affaristica che governa la capitale ha qualche regolamento interno in corso. Alla fine ha risolto, ma è relativamente importante. Al sindaco non ha mai interessato la raccolta differenziata. Fosse per lui, non l’avrebbe mai fatta. A mare ambientalismo e baggianate tipo sviluppo sostenibile. Poi però sono arrivate le multe. E leggi che costringevano a fare qualche cosa. In principio fu la SAM. Una società, di cui era presidente Carlo Ignazio Fantola. Lo stesso che ha un ruolo chiave nell’impero immobiliare di Zuncheddu, e che è nel consiglio d’amministrazione dell’Unione. La SAM era la società mista (pubblico-privata) che aveva il compito di organizzare la raccolta differenziata a Cagliari. Per tre anni la società è rimasta bloccata da ricorsi e contro-ricorsi. Addirittura, il Comune ha fatto ricorso contro se stesso! Il CdA però, con a capo il buon Fantola, ha continuato ad essere pagato.Poi sono arrivate le multe. I progetti pilota non bastavano più. I Riformatori, padri-padroni dell’assessorato Servizi Tecnologici, hanno pensato di preparare la gara d’appalto della discordia. Un appalto di 9 anni, di importo superiore ai 300 milioni di euro.La raccolta differenziata non viene vissuta come un’opportunità per rendere bella, attraente e all’avanguardia la città. Viene vissuta come una costrizione. Addirittura c’è chi cita Mao (“sarà una rivoluzione culturale”), ma anche chi la descrive come una “battaglia” o come la “ennesima violenza a danno dei cittadini”. Ma le altre città hanno chiesto l’aiuto dell’esercito per attuare la raccolta differenziata?Nei mesi scorsi si è urlato: “siamo arrivati al 30% di raccolta differenziata a Cagliari”. Ma dove? Forse perché all’umido si sono aggiunti sfalci e potature? Escluso il ritiro del cartone dagli esercizi commerciali, che funziona perché viene fatto col porta a porta, dov’è il 30% di differenziata?Abbiamo compiuto un rapido calcolo sulla zona S. Benedetto-via Paoli. Ogni bidone di umido deve servire almeno 1.000 persone, ma si può salire sino a 3.000 e forse più. Attraverso un monitoraggio costante nel tempo, abbiamo registrato come ogni bidone non sia mai pieno. Sempre a metà. Dov’è questo 30% di raccolta differenziata?La vera raccolta differenziata vi potrà essere solamente con il porta a porta. Le esperienze di tutta Europa, e senza andar lontani del Nord Italia, ce lo dimostrano. Il sistema dei cassonetti favorisce l’indifferenziata.La raccolta differenziata è il primo passaggio per effettuare il riciclaggio e il riuso delle materie prime che non vanno a finire in discarica. Rientrano nel ciclo produttivo, alleggerendo il carico già elevato sull’ambiente. La raccolta differenziata ci permette di salvaguardare l’ambiente, la nostra sopravvivenza e quella delle generazioni future.Altro che rivoluzione culturale. I nostri nonni raddrizzavano i chiodi, usavano il fondo del caffè come concime e riciclavano la carta del pane per altri usi. Il modello di vita consumistico e il sistema capitalistico, con la sua logica di massimizzare il profitto dei pochi, ce lo ha fatto dimenticare in nome di un finto progresso.