sabato 21 giugno 2008

Giovani Comuniste/i: un punto fermo, sempre in costante ricerca


Proposta di ordine del giorno, inviate le adesioni a rifondazionelibera@gmail.com


Il nostro congresso ha davanti a sé un obiettivo: definire una linea che permetta al nostro partito di rilanciare il proprio profilo strategico e la propria autonomia politica, mettendo entrambi al servizio di un processo di ricostruzione dal basso della sinistra d’alternativa. 
Riteniamo che anche le/i Giovani Comuniste/i, in quanto parte integrante del partito e comunità politica non estranea alle sorti della sinistra italiana (e alle condizioni materiali di quella parte del Paese che potrebbe subire conseguenze devastanti dalla definitiva messa in crisi delle forze progressiste), debbano essere protagonisti di questo progetto.
Un grande progetto di «riconnessione sentimentale» con il nostro popolo, con i bisogni e i sentimenti delle classi subalterne e in particolare di quella generazione direttamente colpita - a livello materiale e culturale - dalla piaga della precarietà lavorativa ed esistenziale.
Per essere all’altezza di questa sfida abbiamo bisogno di un’organizzazione che, nella pratica di una reale autonomia nei confronti del partito, trovi la forza e la capacità di rimettersi in piedi, superando una tendenza imbarazzante all’indebolimento territoriale e della militanza; una inefficacia dell’azione politica sempre più cronica; una distanza ormai profondissima tra i coordinamenti locali e l’esecutivo nazionale; una frequente difficoltà di relazione persino nei confronti di quei movimenti e soggetti del conflitto sui quali avevamo investito tanta parte della nostra proposta politica.
Non descriviamo questa realtà per addossare ad altri responsabilità. Siamo tutti corresponsabili di una condizione che però, oggi, va indagata per come oggettivamente si presenta. E per la cui soluzione ciascuno di noi ha il dovere di proporre suggerimenti e indicazioni.
Noi individuiamo tre priorità.
La prima è investire speditamente sulla migliore innovazione (che è ben altro dal nuovismo dilagante), nelle pratiche e nella cultura politica, che, come Gc, abbiamo saputo produrre in questi anni, rendendola parte imprescindibile del patrimonio collettivo del partito. Pensiamo alla scelta di vivere dall’interno la stagione dei movimenti; all’affermazione della centralità decisiva del pensiero della differenza e dell’autodeterminazione; all’impegno ad un dialogo paritario nei confronti dei «focolai di resistenza» esterni all’organizzazione e disseminati nel Paese. Una innovazione che riteniamo sia feconda nella misura in cui rimane intrecciata al rilancio della nostra soggettività di comuniste e comunisti del XXI secolo.
La seconda è rigettare l’idea secondo cui un contesto produttivo in rapida trasformazione e un’idea della politica sempre più ridotta a marketing e immagine inducano meccanicamente la necessità di liberarsi delle forme consolidate della politica e dunque anche della nostra organizzazione giovanile. In quest’ottica leggiamo, con preoccupazione, la proposta di dare vita ad una nuova soggettività politica che superi, nella forma dello spazio pubblico della «costituente della sinistra», l’esperienza delle/i Giovani Comuniste/i. Noi lo diciamo senza ambiguità o reticenze: contrastiamo tale ipotesi e ci impegniamo ad investire sul rilancio dei Gc e sul loro radicamento territoriale, in ogni paese, in ogni città, in ogni periferia e in ogni luogo del conflitto sociale, dando così un senso reale ed efficace all’idea di «spazio pubblico» che da sola dice ben poco.
La terza, infine, riguarda le forme e le regole della nostra comunità. Ambire a rilanciare l’organizzazione giovanile significa puntare a ricostruire il senso di un’appartenenza unitaria. Ciò può avvenire se, finalmente, si dà corpo a forme di partecipazione e di iniziativa che rimettano al centro realmente la democrazia e l’orizzontalità. Negli ultimi mesi ciò è drammaticamente mancato, come dimostra la scelta di investire sul «Network giovani» e di imporlo ovunque senza considerare le specificità di ogni singola realtà locale, senza aver mai convocato, per discuterne, l’organismo dirigente nazionale o, con sistematicità, gli stessi territori.
In questo senso riteniamo essenziale (e per nulla liturgica) la cura della nostra formazione e auto-formazione e, al contempo, il tentativo di dare alla nostra militanza il valore di un’esperienza sociale incisiva, percepita all’interno del territorio come utile alla coesione e alla solidarietà, argine alla frammentazione sociale.
Possiamo rimediare ai nostri errori, dimostrando che saperli riconoscere è segno di intelligenza politica e di onestà intellettuale, oltre che la premessa necessaria per ricominciare.
Dobbiamo ripartire dalle/i Gc, un punto fermo, anche se in costante ricerca. Ripartire da ciò che ha permesso ad ognuno di noi di non sentirsi ospite né nel partito né nei movimenti. Ripartire da noi stessi e dalla società, dai suoi bisogni e della sue richieste, dal dialogo -come abbiamo fatto in questi anni, da Genova a Firenze, dalla Val di Susa a Vicenza - con tutti i soggetti della resistenza: i collettivi, le reti contro la guerra, l’auto-organizzazione di studenti, donne, lavoratori, migranti. Con questo spirito ci impegniamo a lanciare, per il prossimo autunno, tre grandi campagne di massa:
-una contro la precarietà del e sul lavoro, ponendo l’obiettivo dell’abrogazione della legge 30;
-una per scuole e università di massa (e non massificate) pubbliche e gratuite;
-una contro il razzismo di massa e la ignobile strumentalizzazione del tema della sicurezza.
Ce lo chiede innanzitutto un’epoca di offensiva capitalistica e una fase politica, quella che si è aperta con la sconfitta elettorale di aprile e l’avvio su vasta scala di rigurgiti xenofobi e fascisti, terrificanti. Ce lo chiede il nostro «popolo».
Ma, come abbiamo sempre detto, «il nostro tempo è qui e comincia adesso». Per questo vogliamo raccogliere e vincere la sfida.

giovedì 12 giugno 2008

Giovedì 19 Giugno: Imma Barbarossa a Oristano


Rifondazione Comunista in Movimento
Rilanciare il partito, costruire l’unità a sinistra!

ORISTANO

ISA HOTEL
Piazza Mariano 50
Giovedì 19 Giugno 2008

ORE 18:00

Presentazione del 1° documento congressuale

con Imma BARBAROSSA

Circolo Prc-Se “Peppino Impastato” Oristano
www.rifondazionelibera.blogspot.com

lunedì 9 giugno 2008

Tour estivo di Ramon Mantovani in terra sarda per "Rifondazione comunista in movimento"



SINNAI, Ore 18:00

Martedì 17 Giugno

Via Emilia presso il circolo di Rifondazione Comunista


Lanusei, Ore 19:00

Mercoledì 18 Giugno

Vico 1° Carducci presso la federazione del PRC


con Ramon Mantovani

presentazione del 1° documento congressuale

L'assemblea è aperta a tutti coloro che vogliono ragionare sulla necessità di creare una resistenza organizzata all'attacco che il Governo e il Vaticano stanno attuando contro diritti conquistati in tanti anni di lotte. Nella convinzione che attraverso la riflessione degli errori compiuti possiamo trasformare la sconfitta elettorale in un consapevole impegno per ridare forza

a tutti coloro che non sono disposti a chinare la testa.



Una tirata d'orecchie al G8?


CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIII LEGISLATURA

Mozione n. 174

MOZIONE URAS - LANZI - SERRA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - LICHERI - PISU sullo svolgimento del vertice internazionale denominato G8, sulla quantità e qualità dei programmi e degli interventi previsti, nonché sulle procedure per la loro realizzazione in relazione alla corretta applicazione delle vigenti disposizioni di legge in materia di appalti, di urbanistica, di tutela paesaggistica e ambientale, di proprietà, possesso e gestione dei beni pubblici nel rispetto integrale delle competenze attribuite dalla legge alle autorità regionali e locali.

***************

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- per l'anno 2009 è previsto lo svolgimento in Sardegna, a La Maddalena, del vertice denominato G8;
- la natura di detto evento non è definita né regolata in alcun modo da nessun patto, trattato o convenzione di diritto internazionale;
- detta decisione è stata adottata dal Governo nazionale senza alcun coinvolgimento delle istituzioni parlamentari della Sardegna;
- ancora, ad oggi nulla è dato sapere, dalle fonti e nelle forme ufficiali, sui programmi e sulla qualità degli interventi inerenti opere pubbliche, relativi finanziamenti, opere private convenzionate, destinazione finale dei beni pubblici, procedure garantite di assetto territoriale e di rispetto ambientale in conformità alle leggi e alle normative di pianificazione vigenti;
- i decreti governativi centrali che si susseguono aprono la strada a procedure eccezionali, derogatorie, peraltro coperte da segreto di Stato, in materia urbanistica, paesistica, di appalti e forniture, materie nelle quali interviene la competenza talora esclusiva talora concorrente, della Regione autonoma della Sardegna, non solamente a livello dell'esecutivo, ma soprattutto a quello legislativo;
- comunque, un evento eccezionale, esterno, per niente trasparente, democratico e garantista nelle finalità e nei modi che usualmente adotta, non può costituire ragione o causa di sconvolgimento né della programmazione regionale dello sviluppo, né dell'ordinato svolgimento delle attività sociali ed economiche dell'Isola;
- purtroppo non risultano evidenziati i tratti innovativi che in diverse circostanze persino le leggi della Regione e dello Stato (articoli specifici della finanziaria nazionale e di quella regionale) hanno indicato, e cioè: promozione dei diritti umani, delle comunità e dei popoli, il programma concordato Regione - Stato relativo alla realizzazione di un complesso di infrastrutture sociali e di servizi civili contestualmente finalizzato alla occupazione stabile, alla salvaguardia ambientale e alla cooperazione euromediterranea;
- l'anno 2008 è dichiarato dall'ONU dedicato alla difesa ed alla promozione dei diritti umani e il rispetto di tali valori, primariamente, deve richiedere la Sardegna a tutte le potenze del mondo;
- per tutto ciò risulta di assoluta urgenza che tutti i poteri dell'autonomia, a livello istituzionale e sociale, siano resi partecipi di tutte le iniziative che, a qualsiasi titolo, coinvolgano i poteri, le risorse, i beni comuni e le prospettive di assetto e di sviluppo a livello locale;
ritenuto inammissibile ogni intervento o procedura derogatori in materia di tutela ambientale, paesaggistica e di regolazione urbanistica, di trasparenza e pari opportunità nelle attività economiche e nella dotazione infrastrutturale territoriale, di disponibilità e destinazione dei beni pubblici regionali, e conseguentemente inaccettabile la sottoposizione di tali interventi e procedure al segreto di Stato,

impegna il Presidente della Regione

a riferire al Consiglio su tutti gli atti preparatori del G8 che attengono all'esercizio dei poteri regionali garantiti dalla Costituzione,

impegna il Presidente della Regione e l'intera Giunta regionale

1) a favorire, nel quadro del previsto incontro degli otto capi di Stato e di Governo in Sardegna, ogni possibile confronto e verifica dell'effettivo rispetto dei diritti fondamentali delle persone e dei popoli, in ogni parte del mondo, diritto alla pace, all'accesso alle risorse e alla fruizione dei beni comuni, alla salute, all'istruzione, allo sviluppo proprio nel rispetto dell'ecosistema, all'autodeterminazione e alla cooperazione solidale;
2) a promuovere e sostenere, in funzione di tali predetti obiettivi, tutte le iniziative di intervento sociale, culturale e di cooperazione solidale che il sistema istituzionale di base ed il vasto e qualificato tessuto del volontariato esistente in Sardegna può rappresentare e svolgere;
3) a dedicare "Sa Die de sa Sardigna" e le manifestazioni annuali del 2009 alla promozione della Sardegna come "terra di pace e di amicizia fra i popoli", in coerenza con la dichiarazione unanime del Consiglio regionale del 2003;
4) ad associare, fattivamente ed in modo coordinato, nelle iniziative di promozione dei diritti umani e della cooperazione solidale, le associazioni dei sardi emigrati e le specifiche istituzioni sarde operanti in merito.

Cagliari, 2 aprile 2008

venerdì 6 giugno 2008

Iglesias: 9 Giugno Presentazione del 1° documento congressuale con Fabio Amato



Rifondazione Comunista
In Movimento

Presentazione del 1° documento congressuale


IGLESIAS,

Lunedì 9 giugno


VIA SULIS N°25

presso il circolo di Rifondazione Comunista


Presiede Pierina Chessa

Con FABIO AMATO

Direzione nazionale PRC


L'assemblea è aperta a tutti coloro che vogliono ragionare sulla necessità di creare una resistenza organizzata all'attacco che il Governo e il Vaticano stanno attuando contro diritti conquistati in tanti anni di lotte. Nella convinzione che attraverso la riflessione degli errori compiuti possiamo trasformare la sconfitta elettorale in un consapevole impegno per ridare forza a tutti coloro che non sono disposti a chinare la testa.

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